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Sulla Ricerca Scientifica degli effetti della pandemia sulla qualità dei sogni e del sonno


Numerosi studi stanno evidenziando le conseguenze del Covid sulla popolazione, molte delle quali riguardano lo stato psicofisico delle persone e la Ricerca si sta impegnando a capire i quadri psicopatologici che emergono mese dopo mese dall’inizio della pandemia.

Il contesto eccezionale che ci ha coinvolti e travolti, mai sperimentato dalla maggior parte di noi da quando siamo venuti al mondo, ha determinato, comprensibilmente, uno stato di continua osservazione, comprensione e trattamento degli effetti dovuti agli eventi correlati alla pandemia.

È un cantiere aperto in numerosi ambiti, medico, psicologico così come economico, filosofico e sociale che obbliga non solo i professionisti dei settori specifici ma ognuno di noi a continuare l’esperienza sul campo: tutti inevitabilmente stiamo facendo Ricerca, diretta o indiretta.

Ho affrontato in alcune pagine la mia ottica clinica sugli effetti psicologici della pandemia, con delle riflessioni di insieme che però coinvolgono uno stretto campione, i pazienti che seguo http://www.mbpsicoterapia.it/lockdown-e-primi-effetti-nel-lavoro-psicoterapeutico/; http://www.mbpsicoterapia.it/conseguenze-del-covid-19-in-psicoterapia-dopo-6-mesi/; http://www.mbpsicoterapia.it/psicoterapia-di-gruppo-a-distanza-riflessioni-dopo-10-mesi-dallinizio-dellesperienza/; http://www.mbpsicoterapia.it/covid-19-and-recovery-in-psychotherapy/ e in altre il pensiero sulla percezione che ho acquisito dalle reazioni che la società ha iniziato a mostrare, come sono state lette e affrontate a livello socio-culturale, soprattutto nello specifico del mio ambito professionale, la Psicoterapia, all’interno di quella che chiamo la Cultura Psicoterapeutica http://www.mbpsicoterapia.it/effetti-psicologici-del-covid-19-sulla-popolazione-distinzioni/; http://www.mbpsicoterapia.it/sulla-cultura-psicoterapeutica-al-tempo-del-covid-19/; http://www.mbpsicoterapia.it/la-fragilita-del-presente-se-non-si-appartiene-al-passato-in-psicoterapia-e-nella-cultura-contemporanea/; fino all’ultimo dello scorso 18 ottobre 2021 http://www.mbpsicoterapia.it/la-cultura-psicoterapeutica-che-guarda-con-un-occhio-solo/.

Di recente mi sono imbattuto in un lavoro appena pubblicato, tutto italiano e con la partecipazione di numerosi colleghi e colleghe, che ha indagato gli effetti del Covid sui sogni e sulla qualità del sonno di un ampio numero di persone intervistate https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jsr.13300 .

L’articolo fa riferimento anche ad altri studi internazionali che hanno investigato e riscontrato l’aumento di incubi notturni associati a stati dell’umore e in generale emotivi alterati in termini di aumento dell’ansia specifica e generalizzata, flessioni del tono dell’umore e vissuti spiacevoli emersi con l’insorgenza della pandemia e dei numerosi cambiamenti correlati.

L’ambito della Ricerca sulla salute mentale che ha preso in considerazione gli aspetti inconsci, onirici e della qualità del sonno, dall’inizio dell’infezione da Covid, trova il mio apprezzamento, la mia condivisione dell’argomento e mi stimola a continuare a proporre l’importanza del sogno e della sua interpretazione in Psicoterapia.

I diversi studi hanno analizzato quantitativamente e qualitativamente le caratteristiche dei sogni di molti individui e ne hanno evidenziato le alterazioni significative per i contenuti angoscianti e ansiogeni, spesso correlati ad analoghi stati emotivi durante la veglia.

Alcune situazioni sembrano essere sovrapponibili alle caratteristiche del Disturbo Post Traumatico da Stress permettendo una comprensibile associazione tra l’esperienza della pandemia e un importante trauma, sia per coloro che hanno vissuto da vicino o in prima persona gli effetti organici dell’infezione sia per chi ne è stato coinvolto più da lontano attraverso le svariate conseguenze sulla vita quotidiana, per lunghi mesi fino ancora a oggi.

Per questo ribadisco l’importanza di utilizzare tutto questo materiale onirico, inconscio, per lavorare con le persone in Psicoterapia comprendendo o riscoprendo il significato dell’interpretazione dei sogni per la cura da parte dei professionisti della Salute Mentale.

I sogni, insieme agli altri segni clinici riscontrabili nella relazione psicoterapeuta-paziente, raccontano la vera storia di come e cosa il paziente sta affrontando e vivendo, comunicato da quel sogno, magari un incubo, emerso durante il lockdown o a posteriori.

Il fatto che il contenuto dell’immagine e le emozioni a essa associate siano angoscianti non è sufficiente a includere quello stato all’interno di un contenitore definito traumatico o comunque espressamente collegato al Covid e alle sue conseguenze.

La prima distinzione fondamentale è se l’evento (la pandemia) abbia di per sé attivato un malessere a causa dell’impatto emotivo e degli stravolgimenti degli stili di vita e delle condizioni socio-economiche della persona o se invece il fatto, comunque di forte rilevanza, abbia slatentizzato un malessere sottostante.

È un primo passaggio dirimente per la cura in Psicoterapia poiché il focalizzare, come spesso accade, l’attenzione relazionale durante le sedute, all’ipotetico trauma può dare dei risultati soltanto a breve termine, aiutando il paziente ad affrontare le dinamiche che si sono scatenate nel qui e ora, spostando l’attenzione su una causa esterna, mentre a medio e lungo termine non può dare risposta al paziente stesso di eventuali nuclei personali irrisolti preesistenti.

Il sogno comunica con chiarezza le reali dinamiche sottostanti a una determinata reazione ma solo quando è presente nella relazione psicoterapeutica come strumento di lavoro che considera l’interpretazione come un atto intuitivo/affettivo di riconoscimento della realtà umana del paziente da parte dello psicoterapeuta http://www.mbpsicoterapia.it/interpretazione-delle-dinamiche-inconsce-in-psicoterapia/ e non come lettura universale di un’immagine sottratta al suo proprietario (il paziente) ed escludendo il significato della relazione (la Psicoterapia) dentro la quale è invece emersa ed è stata raccontata.

Il tema del rapporto tra il qui e ora e il passato del paziente, negli esempi che sto utilizzando riferiti al Covid, è centrale per la cura, non per una speculazione filosofica ma per la possibilità che il paziente ci offre di poter esplorare, per trasformarle, le storiche dinamiche difensive che ha dovuto mettere in atto per cercare un rapporto con il mondo.

Se l’ipotetico sogno o addirittura incubo che si esprime con immagini angoscianti correlate al Covid, è pensato solo come l’effetto emotivo a priori della pandemia sul paziente e come tale interpretato, esclude il contenuto che, in molti casi, tramite l’immagine onirica presa da fatti esterni, comunica realtà, vissuti e dinamiche importanti di Sé, non necessariamente collegate all’evento stesso pur se usato come protagonista del sogno.

In questo modo si rischia di perdere il rapporto con il paziente in termini di fiducia e alleanza psicoterapeutica profonda, anche quando sul piano formale la relazione apparentemente continua a funzionare.

Un’altra osservazione di estrema rilevanza sul contenuto del sogno, riguarda, il significato dei conflitti, anche angoscianti o terrifici come immagini, che emergono.

Se, come dicevo prima, il paziente è visto con una mono visione influenzata dalla ricerca dell’associazione evento (Covid) – trauma, le risorse che in molti casi si stanno attivando o comunque il paziente sta esplorando, sono mortificate e pertanto negate, dal soffermarsi sulle vicende e i loro effetti piuttosto che su quale eventuale capacità sta sperimentando il paziente stesso.

Spesso nei sogni, si ritrovano immagini drammatiche e conflittuali, ricordate come incubi, quando il paziente riesce ad attivare un cambiamento, uscendo da dinamiche cristallizzate e protette dai meccanismi di difesa e apre a nuove possibilità che all’inizio possono presentarsi come pericolose, inadatte o distruttive e che rappresentano la paura al nuovo che oramai inesorabilmente è comparso.

Riconoscere questa evenienza in un sogno angosciante è vitale per il superamento da parte del paziente della coazione a ripetere: avanzare in tutti i processi evolutivi, procede sempre per conflitto, se il sogno invece è unicamente ricondotto all’associazione diretta di causa effetto con l’evento esterno, la Psicoterapia al meglio, potrà essere una relazione di supporto ma non di cura poiché esclude il riconoscimento della realtà umana del paziente nell’interpretazione dei sogni.

Nello specifico dell’esperienza dovuta alla pandemia, aggiungo che in alcuni casi, le immagini cruente o a forte impatto emotivo negativo fino a veri e propri incubi, hanno rappresentato l’ambivalenza di pazienti che da un lato avevano trovato nel lockdown e nelle restrizioni uno spazio sicuro, la casa e la famiglia, entro i quali proteggersi, e dall’altro vivevano la spinta personale ma anche e soprattutto del mondo esterno di dover a tutti i costi rifiutare quella condizione.

I sogni allora, nella loro drammaticità, contenevano la difficoltà di dover per forza uscire dal nido ma allo stesso tempo non volerlo fare: il riconoscimento di questi specifici contenuti, sposta del tutto il focus del lavoro psicoterapeutico dal trauma alla necessità di trovare e mantenere uno spazio protetto per le persone e al contrario all’angoscia del doversi rimettere in gioco nella vita di tutti i giorni.

Gli esempi sommari servono a sollecitare da una parte la Cultura Psicoterapeutica e pertanto i colleghi e le colleghe a interessarsi o nuovamente appassionarsi al sogno e alla sua interpretazione come strumento di cura in Psicoterapia, dall’altra a evidenziare quanto il lavoro con il materiale onirico non possa prescindere da un preciso approccio alla realtà umana che parte dalla Fisiologia http://www.mbpsicoterapia.it/il-potenziale-umano-sintesi/; http://www.mbpsicoterapia.it/verso-la-fine-della-psicoterapia-fisiologia-dellessere-umano-e-ricerca-sulla-realta-umana/ e riconosce come centrale la Formazione dello Psicoterapeuta http://www.mbpsicoterapia.it/ancora-sulla-formazione-dello-psicoterapeuta/ intesa come recupero o ridefinizione da parte del futuro professionista della capacità di entrare in relazione con l’altro, il paziente, sintetizzato nell’intuire e riconoscere il suo mondo interno, spogliandosi il più possibile degli strumenti difensivi che potrebbe mettere in atto di fronte alla scoperta dell’altro.

Il Centro di Psicoterapia di Roma offre uno spazio formativo vissuto nell’esperienza di Gruppo, non volendosi e non potendosi sostituire a una Scuola di Specializzazione ma all’opposto permettendo al neo psicoterapeuta o al futuro professionista, il lavoro sul Sé personale, esperienziale, impostato anche sull’interpretazione dei sogni, fondato sul pensiero che questo ponga le fondamenta di un percorso comune di conoscenza e approccio alla realtà umana http://www.mbpsicoterapia.it/professioni-sanitarie-e-formazione-sullesperienza-relazionale/; http://www.mbpsicoterapia.it/incontri-sul-sogno-e-la-sua-interpretazione-in-psicoterapia/.

Michele Battuello



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